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Palazzo Lanfranchi

Massima espressione dell’architettura del Seicento a Matera. Eretto tra il 1668 e il 1672 dal frate cappuccino Francesco da Copertino, come seminario diocesano, per volere dell’Arcivescovo di Matera Vincenzo Lanfranchi. Con la costruzione, si adempiva uno dei dettami del Concilio di Trento, che prevedeva in ogni diocesi la presenza di un luogo per la formazione del clero.
Oggi, il Palazzo ospita il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata, la Fondazione Carlo Levi e la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici della Basilicata.
La facciata, in pietra locale, si sviluppa su due ordini e fonde armonicamente, in un unico prospetto, l’ingresso del seminario e la preesistente chiesa del Carmine. La parte superiore è scandita da nove arcate delle quali una sola è libera. Il frontale è arricchito da cinque statue collocate in nicchie: San Nicola, la Madonna, San Filippo Neri, San Giacinto e San Carlo Borromeo.
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via Ridola

costituisce parte della “dorsale settecentesca” della città di Matera, in quanto fu il primo quartiere ad essere costruito sul piano della città, al di fuori dei Sassi e della Civita, e per tanto fu denominato “case nuove”
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suggestiva veduta della balconata di Piazzetta Pascoli da dove si gode una stupenda visione d’assieme della Civita, l’antica rocca della città dominata dal campanile della Cattedrale e del sasso Caveoso.
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chiesa rupestre Santa Lucia alle Malve

il primo insediamento monastico femminile dell’Ordine benedettino, risalente all’ VIII secolo, ed il più importante nella storia della città .
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il forno comune

struttura che fungeva da forno comune per tutto il vicinato, dove gli abitanti si alternavano per infornare e cuocere il propio pane, che veniva personalizzato da apposite incisioni con le iniziali della famiglia
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Scorcio del rione Sasso Caveoso

si sviluppa prevalentemente con abitazioni quasi competamente scavate nella roccia e per lo più rimaste intatte rispetto al passato
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la Gravina

profondo solco calcareo sul fondo del quale scorre l'omonimo torrente.
Abitata fin dalla preistoria, conserva ancora stazionamenti risalenti al Paleolitico ed al Neolitico.
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Sasso Barisano

rione dei Sassi un tempo il fulcro della vita contadina
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Scalinata del Sasso Caveoso

dove è stata girata la scena della Via Crucis del film “The passion of the Christ” di Mel Gibson
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La Casa grotta

una abitazione tipica dei Sassi parzialmente scavata nella roccia è un esempio per conoscere la storia e la cultura della popolazione contadina dove si possono ammirare gli arredi e gli attrezzi originali sapientemente recuperati e conservati

" Sguardo sui Sassi "

Una bellissima serie di fotografie realizzate in un bianconero elegante e classico ci portano nel cuore dei Sassi, l'antico quartiere di Matera, "patrimonio dell'umanità". Nel lavoro di Donato Palumbo si alternano ampie e assolate vedute di vie e belvedere e dettagli intimi e domestici, come il forno all'aperto e l'interno di un'abitazione, ruvido e pulito nella sua semplicità. Donato riesce a far emergere il carattere dei Sassi, a far parlare la forza millenaria e incrollabile della roccia e degli uomini che l'hanno piegata alle loro esigenze, adattandosi a loro volta alla sua scabra essenzialità. Una sequenza affascinante, da vedere e da assaporare, accompagnandola con la lettura delle didascalie composte dall'autore.

(Maricla Martiradonna)
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«Arrivai a Matera, verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c'è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche… Allontanatomi un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall'altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera. (…) ...La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca che pareva ficcata nella terra» (tratto dal libro "Cristo si è fermato a Eboli", di Carlo Levi).

Sassi, antico rione della città lucana di Matera, dal 1993 patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, è uno dei gioielli dell'Italia meridionale. Si estende su un versante della cosidetta "gravina", la valle in fondo alla quale scorre un piccolo ruscello.
La particolarità dell'insediamento sta nel fatto che in parte è scavato nella roccia ed in parte in elevazione, ma tutto con la stessa tipologia di pietra di tufo calcarea, e questa costituisce la massima espressione di come l'uomo, insediatosi in un territorio arido ed ostile, abbia adattato la natura ai propri bisogni, modificando la fisionomia del paesaggio e mimetizzandosi con esso.
Con la stessa concezione architettonica sono state costruite le oltre 150 "chiese rupestri", piene di affreschi non sempre in un buono stato di conservazione, spesso collocate in posti difficili da raggiungere.

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